10 regole di OFpassiON

Le 10 Regole di OFpassiON

Le 10 regole di OFpassiON sono le linee guida della filosofia educativa ideata, una base solida ed importante su cui è costruita tutta la coraggiosa ed ambiziosa mission di OFpassiON: rivoluzionare il mondo dell'education!

La filosofia educativa


Nasce dall'esperienza al MIT di Boston di Valeria :

lì resta affascinata dal modo di fare education costantemente incentrato sul divertimento e sul gioco,

proprio mentre si studiano le cose più complesse del pianeta!

Tornata in Italia, decide di cominciare a dare semplici lezioni di robotica, applicando i metodi educativi scoperti al MIT

e facendoli propri in una fusione unica con le sue passioni e con la sua capacità di rivolgersi ai più piccoli,

appresa mettendosi alla prova con le lezioni di ginnastica ritmica, sua grande passione.

Da questo strano mix nascono le 10 regole, vera e propria colonna portante di OFpassiON,

la nostra azienda di robotica educativa

Le 10 regole

Non ci sono lezioni, non ci sono professori e non ci sono studenti!

Chi partecipa agli incontri (non alle lezioni!) è un Dreamer e non uno studente.

Chi facilita l’apprendimento è un Mentor e non un insegnante.

1 – NIENTE E’ IMPOSSIBILE!

Ai Dreamer è vietato dire ‘non ce la faccio’. Quando sentiamo dire ‘non ce la faccio’, insegniamo al Dreamer a sostituire la frase con ‘devo ancora imparare’. Non ce la faccio è solo un blocco mentale per convincerci ad arrenderci. 

Niente è impossibile e con determinazione, impegno, fatica e duro lavoro si può arrivare dove si vuole.

mit senior tester boston niente è impossibile


2 – Dreamer (bambin* e ragazz*) al centro

Non ci sono lezioni frontali. Prediligiamo il cerchio che mette tutti sullo stesso piano e permette di esprimersi alla pari, Mentor e Dreamer, per sottolineare sempre che si collabora e si fa team working e non lezione.

In un cerchio, non solo tutti trovano spazio e possono esprimersi, ma non abbiamo ruoli predefiniti come quello del secchione in prima fila, e di quello che disturba nell’ultima.

bambini e ragazzi dreamers al centro il cerchio permette di esprimersi


3 – Non solo tech

Mescolare robotica a creatività e design, Il tech ed il digitale non sono il fine, sono solo strumenti che noi utilizziamo come mezzi per aiutare ogni Dreamer a scoprire ed inseguire le proprie passioni.

Il rumore e il disordine non ci danno fastidio. Agevoliamo sempre il brain storming, con l’ausilio di lavagne e pennarelli sempre a disposizione che i Dreamer in qualunque momento possono utilizzare liberamente. A fine lezione si fa ordine tutti insieme.

non solo tech soft skill education educazione a 360 gradi


4 – Imparare divertendosi

Il gioco è fondamentale, la narrazione è importante e la creatività un must, soprattutto con i più piccoli. Modelliamo la narrazione in base all’età, spesso con l’ausilio di travestimenti.

Le decorazioni non sono un optional. I bambini sono creativi e noi diamo loro gli strumenti per esprimersi. Non bastano cartoncino e pennarelli. I Dreamer possono sempre copiare per migliorare il progetto.

imparare divertendosi è un atteggiamento fondamentale


5 – Learn by doing

Sporcarsi le mani, sperimentare per non essere mai utenti passivi. Poche lezioni teoriche e tutto molto pratico. Tanta autonomia decisionale.

learn by doing imparare facendo


6 – Team working

Team working, peer to peer education e reverse mentoring sono i nostri mantra.

Le soft skill e le skill trasversali sono fondamentali come le hard skill. Soprattutto da bambini questo aspetto assume un ruolo fondamentale proprio nella fase in cui le soft skill si stanno formando. Le hard skill sono più facili da apprendere!

team working lavoro di gruppo imparare a farlo insieme divertendosi con creatività


7 – I tempi del Dreamer non sono i nostri tempi

Non diamo mai soluzioni pronte, facciamo arrivare il Dreamer al risultato seguendo e rispettando i suoi tempi.

Non facciamo mai l’attività al loro posto. Se chiede aiuto gli stiamo vicini e gli spieghiamo ancora una volta come fare: non mettiamo mai le mani sulla tastiera o sul lavoro che stanno facendo: i Dreamer hanno tutte le risorse per arrivare al risultato.

i tempi dei bambini non sono i nostri tempi rispettare i loro tempi apprendimento divertente


8 – Niente banchi, sedie e scarpe!

Tutte le attività sono svolte per terra, senza scarpe, su moquette, tappeti e cuscinoni. Senza banchi e senza sedie per dare al Dreamer la possibilità di muoversi, di sedersi e mettersi nella posizione che vuole mentre ascolta. La regola vale anche per i grandi!

Stare distesi sul cuscino mentre si ascolta non è maleducazione, non ci interessa la posizione, quello che conta è la sostanza: partecipazione, interesse, apprendimento.

niente banchi sedie e scarpe per i piccoli come per adulti insegnanti e manager


9 – Inglese per tutto (o quasi)

Il mondo oggi connesso, non possiamo formare dei Dreamer per una realtà professionale solo italiana, qualunque sarà. Non dovranno sapere un po’ di inglese, ma dovranno sapere l’inglese come l’italiano.

Cerchiamo di farlo capire valorizzando la sperimentazione, le esperienze all’estero, qualsiasi testo in inglese, invogliamo ad andare a cercare l’origine di ogni fonte, utilizziamo i software in inglese. Valorizziamo le lingue più diverse quando le abbiamo a disposizione nei Dreamer.

inglese per tutto o quasi, valorizziamo l'importanza dell'inglese in tutti


10 – Utilizzo libero di device e internet

Non vietiamo e non sequestriamo mai telefonini, tablet, computer e device. Se qualcuno si distrae la colpa è nostra: non abbiamo saputo trovare i giusti canali di comunicazione per interessarlo.

utilizzo libero di device internet telefoni e smartphone

Utilizziamo le risorse online, accompagniamo nella navigazione, aiutiamo a riconoscere le fonti e ad ogni nuova domanda rispondiamo: hai provato a chiederlo a Google?

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